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In Italia a scuola si entra e si esce solo con i genitori. Ameno fino alla terza media

Giro di vite dei presidi, sentenze della magistratura, cattive abitudini, uso sprecone dell'auto. Risultato: siamo in coda alle classifiche europee per autonomia degli studenti durante il ciclo scolastico.

In Italia a scuola si entra e si esce solo con i genitori. Ameno fino alla terza media
Autonomia negli spostamenti casa-scuola dei bambini italiani
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AUTONOMIA NEGLI SPOSTAMENTI CASA – SCUOLA DEI BAMBINI ITALIANI

scuola sempre accompagnati dai genitori. Sia per entrare sia per uscire, e pazienza se padri e madri firmano le autorizzazioni per lasciare liberi gli alunni. In Italia sta ormai passando una linea molto rigorista sulla possibilità che gli studenti della scuola media, come avviene in tutti i paesi del mondo, possano tornare a scuola da soli. Il motivo? I presidi, da Bolzano a Catania, non vogliono assumersi questa responsabilità, e preferiscono non correre alcun rischio. Specie dopo una sentenza della Corte di Cassazione che ha chiamato in causa il ministero dell’Istruzione per la morte di un ragazzo che rientrava a casa con lo scuolabus.

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BAMBINI ITALIANI ACCOMPAGNATI A SCUOLA IN AUTO

Come rileva uno studio promosso dal Policy Studies Institute di Londra che ha coinvolto diversi paesi Europei e che in Italia è stato portato avanti dal Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) di Roma, i bambini italiani sono sempre più sedentari e vanno quasi sempre a scuola in macchina, accompagnati da un adulto, e in pochi casi a piedi o con i mezzi pubblici.

In particolare, dai dati emerge che l’autonomia di spostamento dei bambini di età compresa tra i 7 e i 14 anni, nel corso degli ultimi anni si è notevolmente ridotta rispetto a quella dei coetanei stranieri.

Un risultato che comunque rimane ampiamente verificabile al momento dell’ingresso e dell’uscita da scuola dei bambini, quando il traffico automobilistico aumenta e con esso anche le auto parcheggiate in doppia fila con conseguenti ingorghi.

PERCORSO CASA-SCUOLA NEI PAESI EUROPEI

Altre ricerche rivelano poi che soltanto la metà dei ragazzi che frequentano le scuole medie va a scuola senza accompagnamento da parte di un adulto. Eppure accompagnare i propri figli a scuola è una scelta che in tante parti d’Europa non viene applicata così come nel nostro Paese: ad esempio in Germania, la percentuale di bimbi autonomi nel percorso casa-scuola è del 76 per cento. Sicuramente un fattore dovuto anche al buon funzionamento del servizio di trasporto pubblico e alla presenza diffusa di piste ciclabili.

PER APPROFONDIRE: Perché la scuola italiana non funziona? Scopritelo leggendo questo libro

BIKE TO SCHOOL E PIEDIBUS

Fortunatamente aumentano, anche nel nostro Paese, iniziative come “Bike to school” o “Piedibus” grazie alle quali i bambini vanno a scuola a piedi o in bicicletta, sorvegliati da un adulto.

I bambini che vanno a scuola accompagnati in macchina, come rilevano alcuni studi medici, sono meno reattivi di quelli che si muovono in bicicletta o a piedi, giocano di meno e spesso vanno incontro a sovrappeso o obesità. Senza contare che dimostrano minore sicurezza e autostima. Inoltre, chi è stato abituato a muoversi sempre in auto per i diversi spostamenti, tenderà a conservare questa abitudine anche da adulto.

VANTAGGI UTILIZZO BICICLETTA IN CITTÀ

Invece, muoversi in bicicletta è anche un modo per incoraggiarne l’uso da parte di tutti, a vantaggio anche della salute e della sicurezza: se aumenta il numero di biciclette diminuisce il numero di auto e quindi di conseguenza il traffico e l’inquinamento, con una importante riduzione del numero di incidenti.

Senza dubbio, uno dei motivi che porta i genitori a non essere molto propensi a mandare a scuola i propri figli in autonomia è la questione sicurezza, un argomento però non trascurato negli altri Paesi dove i piccoli raggiungono da soli l’istituto in cui studiano. La differenza risiede nel fatto che, in Germania, Inghilterra, Francia, è grande l’interesse verso la necessità di migliorare il modo di vivere e di muoversi in città: ad esempio attraverso l’aumento dei numero di autobus in determinate fasce orarie, la definizione di percorsi protetti dedicati solo ai bambini o il trasporto in auto ma in maniera condivisa attraverso l’utilizzo ad esempio di una sola auto per più bambini, guidata da un genitore.

I RISCHI DI UN’EDUCAZIONE TROPPO INGOMBRANTE:

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