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La scrittura coma terapia del dolore e come rimedio alla solitudine della malattia

Pinuccia Musumeci dopo aver vinto un tumore al seno ha deciso di dedicare la sua esistenza alla prevenzione e alla cura di questo tipo di cancro nelle donne. Per riuscirci ha dato vita a una onlus, che da nove anni organizza un concorso letterario al fine di offrire spunti di rielaborazione a chi ha vissuto direttamente o indirettamente questa terribile esperienza

La scrittura coma terapia del dolore e come rimedio alla solitudine della malattia
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ASSISTENZA DONNE MALATE DI TUMORE –

Combattere la profonda solitudine della malattia. È questo l’obiettivo di Pinuccia Musumeci, una donna che sa esattamente che cosa significa avere a che fare con un tumore al seno, motivo per il quale, una volta sconfitto, ha voluto impegnarsi con tutta se stessa, mettendosi a disposizione di chi, in un attimo, si vede crollare il mondo intorno. Così nel febbraio 1997 ha dato vita alla onlus “Io sempre donna” per diffondere la cultura della prevenzione e sostenere le donne che vivono o hanno vissuto l’esperienza del cancro al seno. Da allora segue coloro che si ammalano soprattutto sotto l’aspetto psicologico grazie all’aiuto della letteratura.

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IO SEMPRE DONNA –

Da circa 10 anni fa, infatti, ha dato vita al concorso “Donne sopra le righe”, che può vantare per presidente della giuria addirittura Andrea Camilleri. La competizione letteraria, a cui si può partecipare fino ad agosto, prevede una sezione di poesia, una di racconti, brevi e lunghi, e una per lo scritto più ironico. L’obiettivo è offrire spunti di rielaborazione a chi ha vissuto direttamente o indirettamente l’esperienza del tumore al seno. Un esercizio che, secondo Pinuccia, aiuta a rimettere insieme la propria esistenza tramite un’efficace terapia del dolore. Raccontare ansie, sofferenze, ma anche sogni e desideri, migliora la qualità della vita: la scrittura così, può essere anche un modo per fare i conti con le proprie paure.

SCRIVERE LIBRI PER COMBATTERE LA MALATTIA –

E la prima paura da affrontare è quella per la quale il tumore al seno sia un male incurabile: “Vent’anni fa, quando mi sono ammalata io, scoprire di avere un cancro significava morte certa. Non è stato così. Oggi, quando si parla di metastasi, significa di nuovo morte certa o immediata. Non è così, si possono tenere sotto controllo, si può sopravvivere”. Per riuscirci, però, è importante una profonda azione di prevenzione e di informazione, una missione che Pinuccia vuole portare a termine grazie alla scrittura.

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