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Armi ai minori, la scuola dove insegnano a sparare. Vogliamo cittadini pistoleri?

Al liceo turistico-alberghiero Da Schio di Vicenza, tra i programmi compaiono anche le lezioni al poligono. Scelta inopportuna, in una regione dove sale il partito del diritto a difendersi con la propria pistola.

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ARMI AI MINORI

A volte gli insegnanti delle scuole italiane non sanno bene che cosa inventarsi. E, per una tragicomica coincidenza di eventi, mentre in tutto il mondo si alzava il coro del dolore e dell’indignazione per la solita sparatoria in un liceo americano, al Parkland in Florida, con 17 studenti e insegnanti massacrati, al liceo alberghiero-commerciale Da Schio di Vicenza, pensavano bene di portare i ragazzi a sparare. Al poligono. Nell’ambito delle attività extracurriculare. Che cosa ci azzecchino le pistole con una formazione nel settore turistico è un mistero tutto da scoprire, ma quello che più mi sorprende è il modo superficiale, e un tantino arrogante, con il quale la scuola vicentina sta affrontando il progetto. Preside e insegnanti si difendono così: «Il tiro al volo con il fucile è uno sport, e noi a quello ci riferiamo». E in questo caso, altra cosa sorprendente, le famiglie sono tutte dalla parte dei professori.

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LEZIONI DI ARMI A SCUOLA

Ci mancherebbe che a scuola insegnassero direttamente a sparare sugli uomini. Ma la cosa che non convince è un’altra: la scuola, qualsiasi scuola, non può stare sulla luna e agire, anche con i programmi, senza dare almeno un occhio al territorio dove si trova. E proprio il Veneto, terra di cacciatori e di grilletti facili, è una delle regioni dove, di fronte a un’onda lunga di insicurezza, cresce la voglia dei cittadini di autodifendersi. E di trasformarsi in pistoleri fai-da-te, proprio come in America, dove questo diritto è scolpito nella Costituzione. Sempre in Veneto, tanto per dare un’idea dell’aria che tira a proposito di «che male c’è a prendere le armi», la sindaca di Miane, Angela Colmellere, ha piazzato sulla sua pagina Facebook una bella foto che la immortala con la pistola in pugno e con la scritta «Scegli la sicurezza». Chiarissimo.

(Nell’immagine, Angela Colmellere, sindaco di Miane, in provincia di Treviso. Fonte: Il Gazzettino)

PER APPROFONDIRE: Commercio di armi, siamo al boom nel mondo. E in Italia vola l’export militare, un pessimo record

LEZIONI AL POLIGONO A SCUOLA

Ora la scuola deve decidere con chi stare. Se vuole educare studenti responsabili, e non per questo poco sensibili ai temi della sicurezza, non può, in un periodo del genere e in questo clima, trascinarli nei poligoni a imparare come si spara. Se invece la scuola ha deciso che la sicurezza debba declinarsi anche con il cittadino pistolero fai-da-te, allori li porti prima al poligono e poi magari a fare qualche esercitazione il Polizia. Ma non dica che si tratta di attività sportive.

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