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Sacra Rota: così il Papa taglia il business degli annullamenti

Una causa per il divorzio religioso, che per tre gradi dura quattro anni, costa almeno 10.000 euro. Un’industria di 3mila processi l’anno e un giro d’affari che a Francesco proprio non piace. Giustamente.

Sacra Rota: così il Papa taglia il business degli annullamenti
Annullamento matrimonio sacra rota
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ANNULLAMENTO MATRIMONIO SACRA ROTA –

Giustizia veloce, snella, e innanzitutto al riparo da speculazioni. Papa Francesco va avanti con la sua ormai nota determinazione sulla strada di profondi cambiamenti del processo canonico per le cause di dichiarazioni di nullità del matrimonio religioso. Dopo alcune, forti affermazioni di principio («L’annullamento dei matrimoni non sia un giro d’affari, ma la giustizia sia gratuita»), il Pontefice ha firmato due lettere motu proprio che sconvolgono l’intero sistema  delle cause matrimoniali sotto la giurisdizione vaticana: il divorzio religioso potrà essere sancito dal vescovo e con un solo grado di giudizio. Ma a quale industria si riferisce Papa Bergoglio? E dove andranno a incidere, in modo diretto, le sue decisioni?

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La macchina  della giustizia matrimoniale vaticana. Il sistema degli annullamenti religiosi prevede diversi livelli di giudizio. Il primo è quello dei 19 tribunali diocesani, sparsi sul territorio, il secondo e il terzo invece si riferiscono al Tribunale della Rota Romana, conosciuto come la Sacra Rota, che da più di cinquecento anni si riunisce nel palazzo romano della Cancelleria. Qui lavorano ventuno giudici rotali, tutti di nomina papale, con collegi formati da tre uditori e da un Decano. Se parliamo di giro d’affari, come ha fatto il Papa, bisogna dire che il ritmo degli annullamenti è molto cresciuto negli ultimi anni. Nel 2012 le cause istruite nei tribunali diocesani erano 2.500, adesso siamo a oltre tremila. Con un primato del Sud Italia. Dove le coppie sembrano più interessate al giudizio religioso. Solo in Campania risultano accumulate 800 richieste di nullità e la capitale italiana di questi processi è Benevento, ex dominio papale, dove negli ultimi anni c’è stato il sorpasso. Ovvero le nullità del sacramento superano di gran lunga quelle civili: 312 rispetto a 111 divorzi. Per il Vaticano la macchina non è un grande affare, perché i tribunali diocesani nel loro complesso costano circa 12 milioni di euro l’anno, finanziati attraverso i fondi dell’8 per mille.

E allora chi guadagna? Papa Bergoglio ha raccontato una sua esperienza diretta, quando era vescovo di Buenos Aires. Allora licenziò su due piedi un avvocato del tribunale che chiedeva ai clienti un forfait di 10mila dollari per difenderli sia nel giudizio civile che in quello ecclesiastico. Il gruppo degli avvocati rotali è una piccola corporazione di appena 270 membri che sanno bene come muoversi nei meandri dei tribunali diocesani e innanzitutto nel sancta sanctorum della sacra Rota. Qui serve una specifica professionalità, una competenza ad hoc, la conoscenza del latino, e magari buoni rapporti con i ventuno giudici rotali. Inoltre, il diritto canonico prevede che per l’annullamento siano necessari almeno due gradi di giudizio uniforme, anche se spesso si arriva al terzo, con un aumento significativo dei tempi, circa quattro anni, e dei costi.

Le parcelle che volano. La Conferenza episcopale italiana è già intervenuta per calmierare i prezzi , stabilendo  delle tariffe standard per gli avvocati canonisti: ovvero dai 1.575 ai 3mila euro per il primo grado (ai quali bisogna aggiungere 525 euro per la Corte come contributo per l’aperura della causa), tra i 604 e i 1.200 euro per il secondo grado. Ma nelle maglie di questo prezzario si annida la speculazione, perché un avvocato può moltiplicare i costi, richiedendo compensi extra per le spese vive e per l’individuazione delle prove sulle quali si costruisce poi il giudizio ecclesiastico. Risultato: è difficile che l’annullamento religioso di un matrimonio costi meno di 7.500 euro, e nella maggioranza dei casi si superano i 20mila euro. Se a chiedere il giudizio, come è avvenuto, sono personaggi come Valeria Marini, Sandra Milo, Vittorio Gassman e Carlona di Monaco, questi soldi non spaventano, ma quando si tratta di coppie normali siamo in presenza di un conto difficile da sostenere. Il patrocinio gratuito è diventato una rarità, e questo irrita il Papa, e la macchina della sacra Rota non ha certo mostrato il volto, caro a Francesco, di una Chiesa generosa.

Le cause del divorzio religioso.  Il matrimonio, per la Chiesa, nonostante le leggi dello Stato, resta un vincolo indissolubile. Come è scolpito nel Vangelo, dove Gesù ricorda che «l’uomo non può separare ciò che Dio ha unito». Dunque l’eccezionalità di un giudizio ecclesiastico, che di fatto si configura come un divorzio religioso, sulla carta è stata ristretta a casi molto specifici. Praticamente tassativi. Come l’impotenza, l’incapacità di contrarre il matrimonio per cause di natura psichica, l’insufficiente uso della ragione, l’ignoranza, l’errore di persona, il dolo e l’inganno, le violenze durante la vita matrimoniale. Ma anche in questo caso le maglie, in realtà, si sono molto allargate, a favore proprio di quegli avvocati esperti nel trovare il percorso giusto, con relativi cavilli, per approdare a una sentenza, anzi a due sentenze, di annullamento. Il giornalista Vincenzo De Michele ha scritto una Guida pratica alla Sacra Rota (edizioni Feltrinelli) dove, dopo un’inchiesta durata tre anni, è riuscito a individuare ben  trenta motivazioni valide per ottenere l’annullamento e potersi così risposare anche in chiesa. Si passa dalla moglie che ha ottenuto l’annullamento perché il marito era troppo dipendente dalla mamma a quella che si è vista riconoscere le sue ragioni per le domeniche in cui restava sola in casa mentre il marito andava allo stadio per le partite di calcio. In altri casi, per esempio, il matrimonio è stato annullato perché il coniuge, generalmente l’uomo, chiedeva «pratiche sessuali troppo trasgressive». È nella palude di questi giudizi così larghi che l’annullamento dei matrimoni si riduce a un giro d’affari a beneficio dei soliti noti: e un Papa che ha ispirato il suo pontificato al Santo dei poveri e degli umili, tutto ciò non può accettarlo.

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