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Acqua inquinata: a Marcianise sequestrati 22 pozzi a rischio

Contengono una sostanza altamente cancerogena, che probabilmente arriva dagli scarichi di alcuni stabilimenti industriali. La magistratura ha sequestrato i pozzi e il sindaco ha chiesto di non bere acqua dei rubinetti. Ma non si poteva intervenire prima?

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ACQUA INQUINATA MARCIANISE –

Gli abitanti di Marcianise, un comune della provincia di Caserta, stanno vivendo un dramma. Il sindaco ha invitato tutti a non bere più acqua del rubinetto, con gravi rischi per la salute. Il motivo? I carabinieri, su mandato della Procura della repubblica di Santa Maria di Capua Vetere, hanno sequestrato ben 22 pozzi di acqua inquinata.

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TETRACLOROETILENE NELL’ACQUA A MARCIANISE –

Si tratta di acqua che i cittadini della zona bevevano regolarmente, oppure utilizzavano per gli animali o per irrigare i campi, quindi con altri effetti collaterali nell’area. Il rischio è dovuto al ritrovamento di consistenti tracce di tetracloroetilene, una sostanza cancerogena, tipica degli scarichi industriali. Una sostanza che può portare a tumori al rene, al fegato, all’utero e al cervello.

FALDE INQUINATE A MARCIANISE –

La cosa singolare, e più grave, riguarda il fatto che da anni si parla di questi 22 pozzi a rischio. Non pochi per un piccolo comune, e potete immaginare il panico dei cittadini di fronte all’intervento della magistratura. Sotto accusa sono finiti gli stabilimenti industriali che gravitavano nella zona, prima la Siemens, poi la Nokia e infine Jabili che, finalmente, ha deciso di trasferire i suoi impianti nell’area industriale.

I RISCHI PER GLI ABITANTI DI MARCIANISE –

Domanda numero uno: Perché non si è fatto nulla in questi anni? Domanda numero due: Bisognava attendere, come al solito, l’intervento della magistratura? Domanda numero tre: Quanto tempo passerà adesso per capire se e quali danni ci sono stati per la popolazione locale? E quando i cittadini di Marcianise potranno tornare a bere l’acqua che sgorga dai loro rubinetti?

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