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Tutti a darsi del tu, dal primo momento. Ma così calpestiamo galateo e sentimenti

Il lei è un gesto lessicale di pudore e di rispetto per l’altra persona. E non esclude né stima né affetto. La forzatura del tu invece rende simili tutte le relazioni umane, e le svuota di senso

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ABUSO DEL TU

Capita sempre più spesso: conosciamo una persona e dopo pochi minuti, zac, inizia a darci del tu. Come se appartenessimo a una delle tre categorie alle quali questo pronome così informale viene riservato per consuetudine e per galateo: familiari, amici, colleghi stretti di lavoro. Allo stesso tempo, e con un percorso inverso, il lei, generalmente destinato ai rapporti più formali, sta diventando sempre più sporadico, mentre il voi, che pure aveva una sua musicalità e una sua interpretazione non solo lessicale (il grande rispetto per l’altro), è praticamente scomparso.

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DARE DEL TU

Questo gioco dell’oca con i pronomi più usati nel corso della nostra vita quotidiana, altro non è che un ennesimo segno di un imbarbarimento della lingua parlata, del quale abbiamo ragionato in altre occasioni. L’italiano sin sta sempre più eclissando, e questa stretta e inconsueta familiarità di rapporti, subito regolati dal tu, ne tracciano inesorabilmente il declino.

Il lei innanzitutto è un gesto di pudore e di rispetto per l’altra persona. È un modo delicato non per marcare le distanze, ma semmai per rafforzare un legame appena costituito. La forzatura del passaggio immediato al tu fa evaporare questa chimica delle relazioni umane e riduce tutto a un’indistinta marmellata di rapporti. Dove non esiste più alcuna gerarchia di affetti, di amori, di considerazioni.

IMPORTANZA DI DARE DEL LEI

Il lei non esclude la stima per l’altro, e tantomeno sentimenti più intensi. Ho un carissimo amico, uno dei più cari della mia vita, al quale sono legato da circa trent’anni, e con il quale ci rivolgiamo, reciprocamente, ancora dandoci del lei. È un nostro codice di affetto, un segno unico e distintivo del legame speciale che ci unisce. Un modo per rimarcare la sua unicità.

La deriva del tu, ovviamente, è stata forzata anche dall’invasione tecnologica e dall’aumento esplosivo di quelle comunicazioni sul web, dalla mail al messaggio elettronico, che iniziano di solito con un generico ‘Ciao’. Un modo anche piuttosto rozzo di salutarsi e di introdursi tra Io-utenti più che tra persone: come il tu a raffica, che ci rende tutti più uguali, ma anche tutti più separati.

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