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Abito qui, a Roma la boutique solidale di Caritas per aiutare chi è in difficoltà

Chiunque può regalare gli abiti che non indossa più: il ricavato viene utilizzato per finanziare corsi per immigrati e rifugiati che intendono dedicarsi all’artigianato sartoriale.

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ABITO QUI CARITAS -

Con le vacanze di Natale, e con l’arrivo della febbre dei regali, non bisogna dimenticarsi di quanti non sono in condizione di partecipare al rito. Ed è il caso di scolpire bene nella nostra testa un verbo fondamentale: donare. Specie quando un piccolo dono, sommato a tanti altri, può davvero cambiare la vita delle persone.

BOUTIQUE ABITO QUI ROMA -

È il caso della boutique solidale Abito Qui, aperta a Roma dalla Caritas per mettere insieme più cose: la solidarietà concreta, e non solo teorica, il dono, con l’integrazione di immigrati e rifugiati. Come funziona la boutique che comunque va visitata? Chiunque può regalare abiti che non indossa più sapendo che un terzo del nostro guardaroba è composto da capi di vestiario che non utilizziamo e non utilizzeremo mai.

COME FUNZIONA ABITO QUI CARITAS -

Una volta raccolti, e non sprecati, questi abiti vengono venduti nella boutique solidale Io abito qui e con il ricavato la Caritas finanzia corsi per immigrati e rifugiati che intendono dedicarsi all’artigianato sartoriale. La lotta allo spreco così si allarga e dalle cose passa alle persone più deboli, che hanno la possibilità di imparare un lavoro, avviare un’attività e integrarsi nelle nostre comunità. Tutto partendo da un dono. E allora facciamo un augurio: una, cento, mille boutique solidali Io abito qui.

PER APPROFONDIRE: In Iran i “muri della gentilezza” per donare gli abiti usati ai poveri

   

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